Pesca Miracolosa a Scalea

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da "Il Diogene Giugno - Luglio 2006

A CINTA:STORIA MIRACOLOSA DELLA SACRA CINTA IN
ONORE DELLA MADONNA DEL CARMELO E DELLA MADONNA DEL LAURO
di Ercole Serra .....................clicca qui

 

La storia
Santa Maria D'Episcopio

Nella parte del centro storico svetta il campanile della chiesa di Sopra, dedicata a S. Maria d'Episcopio.  Il suono delle campane della chiesa di Sopra,  per secoli,  ha accompagnato il ritmo degli  avvenimenti  più importanti degli abitanti di Scalea.
La chiesa, meglio conosciuta come "Madonna del Carmine",  è ricca di monumenti e opere d'arte.   La Madonna del Carmine è la patrona di Scalea e si festeggia il 15 e 16 luglio di ogni anno.
La mattina del 16 luglio il sindaco, a nome della cittadinanza, offre un "cero"Votivo alla Madonna. Il giorno della festa  La statua della  Madonna è portata  in processione per le vie principali del paese. Partecipano alla processione donne con le "cinte" portate sul capo.  La cinta è formata da un telaio in legno, riccamente addobbata, predisposta per reggere i  ceri votivi.
La Madonna del Carmine fu proclamata patrona e protettrice di Scalea il 7 marzo del 1875, dopo un'epidemia di colera. La confraternita carmelitana era stata fondata già nel 1806. L'anno dopo ebbe l'indulgenza del papa Paolo V con bolla del 1° aprile.
In occasione del centenario della proclamazione 
il popolo di Scalea offrì alla Madonna una corona d'oro. L'oro offerto dalla popolazione fu fuso   in piazza vecchia, all'aperto, presenti tutti i fedeli, con una particolare cerimonia. Il primo nucleo della chiesa Madonna del Carmine risale all'VIII sec.  Periodo questo di maggiore attività dei monaci Basiliani nella zona, conosciuta con il nome di Mercurion.
In questi anni la chiesa fu anche sede episcopale o almeno di corepiscopi, gli ausiliari dei vescovi. In questa epoca,  infatti,  la chiesa, già  dedicata  a S. Maria Annunziata, prese il nome di S. Maria d'Episcopio. Inoltre vicino alla chiesa resta un edificio signorile, con pseudo loggiato normanno, che per tradizione è indicato  come il "palazzo del Vescovo".
In epoca normanna la Chiesa fu notevolmente ingrandita   e affidata ai Benedettini di Cava dei Tirreni che la possedettero dal 1149 al 11452. Questo perché con l'avvento dei normanni le chiese  di  rito bizantino dovettero latinizzarsi. Molti monasteri  greci, pertanto, furono affidati  ai monasteri latini. Il superbo finestrone absidale della chiesa è appunto una testimonianza di questo periodo.
La chiesa  nel 1554 subì il saccheggio dei saraceni di Dragut. Anni dopo fu ampliata  e abbellita. Altri rifacimenti sostanziali furono apportati alle strutture della chiesa nei secoli XVIII e XIX.
Nel 1971 un fulmine ha distrutto l'orologio del campanile installato nel 1921 in sostituzione di uno più antico.  Nel 1976 sono iniziati nella Chiesa lavori di restauro.

Testo tratto da
SCALEA a scalìa"(M.Manco,G.Cupido)
Edizione MANCO

 

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