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a cura di Dott.Giovanni Bisignani
"Gli amici del cuore"di Castrovillari
(Prevenzione malattie cardiovascolari)
Dott.Giovanni Bisignani
Primario del Reparto di Cardiologia
Ospedale di Castrovillari

Obbiettivi: La proclamazione del 2004 " Anno del cuore " si propone di diffondere tra tutta la popolazione la conoscenza Le linee operative per raggiungere gli scopi prefissi si possono così sintetizzare: 1) sensibilizzazione della popolazione sulla gravità e attualità del rischio cardiovascolare. 2) divulgazione della necessità di prevenire tali rischi con corretti stili di vita e con l\'uso appropriato dei mezzi che la scienza medica mette a disposizione per una puntuale valutazione di essi 3)attivazione di contesti operativi di rapido intervento nei casi di arresto cardiaco, utilizzando energie di volontariato opportunamente addestrate e formate. 4) coinvolgimento di un vasto numero di soggetti operanti nel territorio ( medici,farmacisti,scuole, istituzioni pubbliche, mondo del volontariato, del lavoro, dello sport, ecc.) L\'Associazione " Amici del cuore " di Castrovillari, che vede la sua sede presso il nostro reparto di Cardiologia e UTIC dell\'Ospedale di Castrovillari,si è resa disponibile con tutti i suoi operatori ed ha operato in simbiosi con Conacuore per l\'elezione di tre comuni del territorio eleggendoli " Città del cuore". Il 9 settembre ad Altomonte , il 25 dello stesso mese a Scalea nell\'ambito della XI edizione del Premio Letterario " CITTA\' DI SCALEA" e il giorno successivo a Castrovillari , alla presenza di numerose autorità politiche, civili e religiose le tre città sono state insignite del titolo di Città del cuore. Nel corso di una suggestiva cerimonia alla città di Castrovillari è stata donata una motocicletta dotata di defibrillatore. |
| 1°) SCUSI...MA CHE RISCHIO HO DI AVERE UN INFARTO ? ... LEGGI L' OROSCOPO DEL TUO CUORE E' POSSIBILE LEGGERE LA " MANO " AL NOSTRO CUORE ? La risposta è affermativa perchè oggi il cardiologo può fare delle previsioni sullo stato di salute futuro di un paziente. Studi epidemiologici e clinici hanno consentito di individuare una serie di condizioni che predispongono alla malattia coronarica: tali condizioni sono state definite " FATTORI DI RISCHIO ". Un individuo con alcune caratteristiche ha rischio maggiore, rispetto ad un altro che non le ha, di sviluppare in futuro una determinata malattia che generalmente si associa alla presenza di quelle caratteristiche:ambedue gli individui potranno avere in futuro quella malattia, ciò che varia è la loro probabilità di ammalarsi. Tali fattori sono indici di rischio: aumentano la probabilità di incorrere in eventi negativi, ma non costituiscono la certezza del verificarsi di tali eventi. I fattori di rischio cardiovascolare sino ad oggi identificati sono numerosi e ogniuno contribuisce in maniera indipendente dagli altri all'aumento del rischio. Tuttavia quelli riconosciuti come i più importanti sono IL FUMO, L'IPERTENSIONE ARTERIOSA, L' IPERCOLESTEROLEMIA, IL sSESSO MASCHILE, IL DIABETE, L' ETA' E LA FAMILIARITA': Alcuni di essi come il fumo, l' ipertensione e l' ipercolesterolemia sono modificabili, altri, invece, come il sesso, l'età o la familiarità non lo sono. Naturalmente il peso di ogniuno di questi fattori, aumenta man mano che il singolo fattore cresce e diventa più grave: tra due individui che hanno lo stesso fattore di rischio, per esempio il fumo, rischia di più , a parità di altri fattori, il fumatore che fuma più sigarette. E' ovvio che se il paziente è anche diabetico ha due fattori di rischio; rischia di più rispetto ad un coetaneo fumatore di un egual numero di sigarette, ma non diabetico. L'avere due o più fattori comporta un aumento del rischio di ammalarsi. Ebbene, proprio sulla base di queste conoscenze, siamo oggi in grado di predire , con sufficiente approssimazione, la probabilità, cioè il rischio , che un individuo ha di avere un problema coronarico, per esempio un infarto, negli anni successivi. E' stata creata una vera e propria mappa del rischio cardiovascolare chiamata " CARTA DEL RISCHIO CORONARICO, mediante la quale un individuo puòfacilmente conoscere quale sia la probabilità di avere un accidente coronarico nei successivi 10 anni. Con questo sistema è agevole, per esempio, constatare che un sessantenne fumatore che abbia una pressione sistolica intorno a 160 mmHg ed un colesterolo intorno a 300 mg/dl ha un rischio di morire improvvisamente o di avere attacchi di angina o un infarto nei prossimi 10 anni.Se invece smettesse di fumare e riportasse la pressione arteriosa e la colesterolemia a valori accettabili, il suo rischio si ridurrebbe a quasi un quarto , attestandosi sul 10% e il 20%. Si tratta, come è chiaro, di previsioni che possono aiutarci a vivere e a vivere meglio. Nel leggere l'oroscopo del nostro cuore ricordiamoci che la malattia cardiovascolare non è una FATALITA' INELUTTABILE, MA UN EVENTO CHE CHE PUO' essere curato e soprattutto prevenuto. 2 °) SEI IRASCIBILE ? ATTENZIONE ALLE TUE CORONARIE ! Che i cosiddetti "iracondi, individui facili alla rabbia ed alla collera, andassero facilmente incontro ad accidenti cardiovascolari è parte della credenza popolare. Adesso esiste anche una prova scientifica, come dimostrato dallo studio pubblicato da una rivista americana. ( Circulation 2000 ). L' aumento del rischio di infarto, quasi il triplo, osservato negli individui collerici rispetto ai non collerici, è sorprendente:esso suggerisce di considerare il temperamento collerico tra i fattori di rischio cardiovascolare. Senza, poi, contare il rischio , con Dante, di finire a mollo nell'acqua bollente, come " porci in brago / di sè lasciando orribili dispregi " ! 3°) L'OBESITA' NON FA RIMA CON SANITA'. Si è tenuto nel luglio del 2002 a Milano il III Rapporto sull'obesità in Italia. Di obesità, è stato detto, si occupano troppo poco le Istituzioni Sanitarie, in quanto non è ancora efficace il messaggio informativo su questa grave malattia cronica che porta a morte sicura , ma che per certi versi viene, purtroppo considerata un problema estetico più che clinico. Un problema clinico grave che , invece, si candida come " l'epidemia del III millennio"...Si calcola infatti , che il numero di obesi adulti in Italia corroisponda circa al 45% della popolazione con un incremento dell'8 % di nuovi obesi l'anno. IL RISCHIO DI INFARTO AUMENTA CON IL PESO, aumentando leggermente nei soggetti in lieve sovrappeso e raddoppiando negli obesi. A questa conclusione ha portato uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine, secondo cui è il peso in sè che determina il rischio di infarto, a prescindere da altri fattori correlati alla obesità. Basandosi sui risultati dello studio, i ricercatori hanno concluso che l'obesità è determinante nel 11% dei casi di infarto tra gli uomini e nel 14% nelle donne. |