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Messaggio di Augurio per La Santa Pasqua

Inviato a scalea.it l' 11 aprile 2009 da
UCS - San Marco A. - Scalea


clicca qui “Auguro di cuore di Buona Pasqua nella luce del Signore Risorto

Diocesi di San Marco Argentano - Scalea

Messaggio del Vescovo per la S. Pasqua

“Questo è il giorno fatto del Signore, rallegriamoci ed esultiamo in esso. Alleluia!”

 

Buona e Santa Pasqua.  È l’augurio che è sulla bocca di tutti nel mattino di Pasqua, lo ripetono i credenti ma anche quelli che non vi credono, con significato completamente differente.  Per i fratelli che non vivono di fede l’augurio può essere espressione vuota del suo vero significato.

 Per noi cristiani buona e Santa Pasqua significa sentirci rinnovati nella vita e nello spirito; significa godere la gioia di quella vita nuova in Cristo, nostra Pasqua e nostra salvezza.  Quella luce che promana dalla gloria del Cristo risorto e la luce che illumina ed orienta il cammino dei figli di Dio.  Il cammino dell’Esodo, che abbiamo compiuto nei quaranta giorni dell’itinerario quaresimale ci porta nella solenne Veglia Pasquale ad accogliere nella nostra vita Cristo, luce del mondo.

 Sono veramente illuminanti le parole che il S. Padre ha detto sul significato della Pasqua, così afferma: “ …nella Chiesa tutto si comprende a partire da questo grande mistero, che ha cambiato il corso della storia e che si rende attuale in ogni celebrazione eucaristica…ogni anno, nel santissimo triduo del Cristo Crocifisso, morto e risorto, la Chiesa ripercorre, in un clima di preghiera e di penitenza, le tappe conclusive della vita terrena di Gesù: la sua condanna a morte la salita al Calvario portando la Croce, il suo sacrificio per la nostra salvezza, la sua deposizione nel sepolcro.  Il terzo giorno poi la Chiesa rivive la sua risurrezione: è la Pasqua, passaggio di Gesù dalla morte alla vita, in cui si compiono in pienezza le antiche profezie.  Tutta la liturgia del tempo pasquale canta la certezza e la gioia della risurrezione del Cristo”.

 Cari fratelli e sorelle, dobbiamo costantemente rinnovare la nostra adesione al Cristo morto e risorto per noi; la Sua Pasqua è amare la nostra Pasqua.

 Il bisogno del rinnovamento con la speranza di cambiamento di cultura  e di stile di vita è nel cuore di tutti: è il grido dei nostri giovani, di quelli in cerca di un posto di lavoro che non intravedono negli orizzonti della loro vita, di quei giovani adulti che non osano affrontare e fondare una famiglia perché insicuri  e paurosi di un probabile fallimento per cui preferiscono stazionare nelle case dei genitori; di quei giovani laureati che sono costretti ad emigrare. Che tristezza!

 Il cambiamento è atteso da tante famiglie che stentano la sussistenza e che sono sul punto della disperazione; la crisi economica si fa sempre più stringente; le industrie del nostro territorio per lo più non decollano, la perdita dei posti di lavoro è ricorrente; per coprire degli impegni precedentemente assunti molti sono costretti a ricorrere al potere occulto, allo sfruttamento, alla tirrania degli usurai.

 Pensiamo ancora a quelle persone che si vedono costrette ad entrare in situazioni poco chiare, quali: il traffico di droga, l’abuso dell’alcolismo, lo sfruttamento degli immigrati, i quali vengono mortificati nella loro dignità di persone umane, ecc….
 
 Il rinnovamento per una vita nuova è atteso dalle istituzioni, specie dalle agenzie educative: la scuola, la famiglia, la Chiesa.  Una scuola nuova, capace di educare, formare, accompagnare i ragazzi e i giovani alla comprensione di quei valori che costituiscono il fondamento di una vita più sicura e meglio costruita. Per realizzare tutto questo occorre più senso di responsabilità da parte di tutti, più coinvolgimento delle famiglie e di tutte le istituzioni che devono interagire. Una nuova società  ha bisogno di scuole più funzionali, famiglie più unite e moralmente più sane.  Tantissimi giovani arrivano a tante devianze, a fallimenti, a compromessi, compiono a volte atti atroci, perché  nella loro crescita è venuto meno l’affetto dei propri genitori, che sono i diretti responsabili ed i primi educatori.

 Anche nel campo della sanità ci aspettiamo tempi migliori per garantire ai poveri ammalati più sicurezza e tranquillità, ma purtroppo la precarietà regna sovrana per cui viviamo e camminiamo nell’attesa di poter vedere l’alba di un giorno nuovo.  Che il buon Dio ci aiuti!

 A tutti i suddetti fratelli possiamo dire buona e santa Pasqua? penso proprio di sì.  Anche loro meritano di fare una buona Pasqua. Cristo è morto, è risorto per tutti. Con la Pasqua riapriamo il cuore di tutti alla speranza.

 Non possiamo abbandonarci allo scoraggiamento, alla depressione o al vittimismo?  Il Cristo Risorto è luce e forza per tutti, nessuno è escluso dal suo amore salvifico e redentivo.  Sono tante le persone che vivono di fede, e questa fede, anche se semplice, contribuisce positivamente nell’orientamento verso la novità della vita; ci spinge a deporre le armi delle tenebre e a rivestirci delle armi della luce.

 Certo noi cristiani dobbiamo essere testimoni coraggiosi e coerenti, capaci di rinnovarci per aiutare i fratelli a rinnovarsi.   È  certo, comunque, che urge il rinnovamento; la società per migliorare ha bisogno di uomini nuovi, capaci rinnovare, cambiare e infondere fiducia.  Bisogna tener fermi questi principi e studiarli. Dio approva le nostre opere quando sono impostate secondo la fede, e la fede ci insegna che è la Chiesa che ci dà la dottrina, il costume, le direttive da seguire.

 ….E allora? Buona Pasqua, e per tutti.  Auguro con tutto il cuore “cari fratelli e sorelle, che la gioia del mattino di Pasqua renda ancora più salda la nostra fedele adesione al Cristo Crocifisso e Risorto, soprattutto lasciamoci conquistare dal fascino della Sua risurrezione.  Ci aiuti Maria ad essere messaggeri della luce e della gioia della Pasqua per tanti nostri fratelli”.

 Guardando, però, la nostra reale situazione con la cultura del mondo contemporaneo, che si presenta  sempre più laica, viene spontanea la domanda: il Signore è veramente presente, secondo la sua promessa “sarò con voi sempre?”

È difficile riconoscere la presenza di Cristo, Signore della storia, nelle pieghe a volte oscure degli eventi. Dov’è Cristo quando gruppi di ragazzi si divertono – così dicono – nella violenza di altri coetanei; dov’era nella vicenda tristissima di Eluana; dove nella numerose guerre che, anche colpevolmente coperte dal nostro silenzio, continuano a mietere vittime? Dov’èra Cristo quando in questi giorni si è verificata la tragedia in Abruzzo, morti, migliaia di feriti, migliaia di persone rimaste senza casa.  Dov’è Cristo? Dove sei? Ci aggiriamo nelle nostre case, negli uffici, nelle strade e qualche volta anche nelle chiese, in attesa di un incontro che renda bella la vita, significativo l’esistere. Dalle fila di chi propaganda la morte e svuota la coscienza scatta sempre più frequente l’attacco alla speranza.  L’uomo senza speranza è l’uomo che non sa.  Non sa, cioè non conosce la Buona Notizia, o la ignora, non ne ha esperienza nell’incontro con Cristo, non ha consapevolezza del divino che abita ogni uomo. Abbiamo bisogno di conoscerlo Dio e riconoscerlo, di gustarlo e di sperare in lui.  Parliamo di un incontro che trasforma la vita, da vita umana, seppur meravigliosa e densa di divino, in vita eterna, nuova, risorta.

Questo è avvenuto nel Mattino di Pasqua e avviene in  ogni celebrazione eucaristica. Avviene ogni  volta che ci riconosciamo fratelli nella speranza, pronti a collaborare, impegnati nella carità lieta e incondizionata, costruttori di fraternità vera.  Il tempo della Pasqua sì è tempo di consapevolezza per ascoltare il nostro nome pronunciato con amore e percepire la nostra vita come preziosa per Dio e per il mondo. 

È un augurio rivolto a tutti e in modo speciale ai giovani che il 5 Aprile hanno celebrato la XXIV Giornata Mondiale della Gioventù proprio sul tema “abbiamo posto la nostra speranza nel Dio Vivente”.  Viene istintivo pensare che ancora molti uomini e donne non conoscono Dio, Gesù morto e risorto per amore. Che fare? Come fare? Il segreto è nell’incontro personale, misterioso, con Cristo.  È un invito alla preghiera, al silenzio, all’unione continua con Dio.  E poi subito andare ad annunciare “ho visto il Signore”. E anche ciò che lui ha detto, la sua parola potente, la speranza che non delude.  Sarebbe bello diventare creativi e inventare un gesto di speranza per dire a tutti che Cristo nostra Pasqua è risorto, è veramente risorto.  E noi con lui.

· Buona e Santa Pasqua a voi, amati fratelli nel sacerdozio, a voi diaconi, seminaristi, religiosi e religiose, consacrati secolari, ministri istituiti.
· Buona Pasqua a tutti i membri delle Aggregazioni laicali, agli operatori Pastorali, ai membri degli  organismi di partecipazione parrocchiale;
· Buona Pasqua a tutte le famiglie, anche a quelle in stato di sofferenza, in crisi o divise, che il Signore Risorto le illumini.
· Buona Pasqua a tutti i ragazzi e giovani, specie a quelli in stato di necessità di qualsiasi natura, a voi giovani offro tutto il mio affetto ed il mio sostegno, pensando a voi e pregando ogni giorno per voi.
· Buona Pasqua ai fratelli lontani dalla fede, agli indifferenti, ai fratelli di diverse religioni, a tutti coloro che vivono in situazioni delicate, Gesù è venuto nel mondo, è morto ed è risorto per salvare tutti, specie i peccatori, “c’è più gioia in paradiso per un peccatore che si converte che per novantanove giusti”.
· Buona Pasqua a tutti i fratelli e le sorelle ammalati, agli anziani, ai diversamente abili, alle persone sole, agli ammalati degenti nelle strutture ospedaliere, nelle varie case di accoglienza.

Auguro di cuore a tutti Buona Pasqua nella luce del Signore Risorto.


S. Marco Argentano, lì 09.04.09
      Giovedì Santo
Vostro nel Signore


† Domenico Crusco



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