Riaffiora una vecchia idea Forestieri e le tre piazze
di Eugenio Orrico
da Il Diogene settembre - ottobre 2007
Per Antonio Forestieri, navigato e conosciuto politico scaleota, già assessore al comune di Scalea negli anni ’90, riprende quota, riveduto e corretto, un vecchio ed ambizioso progetto di riqualificazione ambientale-culturale che, a suo dire, porterebbe forza e linfa vitale nei settori del turismo e del commercio. Per l’ex assessore, andrebbe spostato l’impianto di carburanti di via Michele Bianchi e trovata una soluzione definitiva per quelle costruzioni fatiscenti ai piedi del Centro storico, risalenti alla fine degli anni ’70 e mai ultimate. Per Antonio Forestier, il destino di Scalea (era un vecchio pallino anche di Franco Zito, sindaco di Scalea dal 1980 al 1990) passa per questo enorme spazio (area sottostante) a ridosso di piazza de Palma. Una volta sgombrata l’area, per Forestieri, si potrebbe estendere l’isola pedonale che attraversa una parte di via Michele Bianchi e, realizzare, una piazza su tre livelli. Da quanto riportato, su varie testate giornalistiche regionali e provinciali, anche il sindaco di Scalea Mario Russo, sembra aver abbracciato e preso in considerazione il progetto-idea proposto da Antonio Forestieri dei Comunisti Italiani. «Si tratta - ha spiegato l’ex assessore comunale - di una proposta di connessione urbana tra il Centro storico di Scalea e la parte nuova della città che dovrà privilegiare il collegamento pedonale». Tale ambiziosa proposta, presentata da Forestieri nel 1993, quando era Vicepresidente della Commissione Urbanistica al comune di Scalea, sembra essere avallata anche dall’Assessore Regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi che ha, tra gli obiettivi, la riqualificazione e il recupero dei centri storici e che prevede un finanziamento complessivo di oltre 70 milioni di euro, tra fondi regionali ed europei. L’idea di Forestieri prevede una piazza su tre livelli che congiunga via Michele Bianchi con piazza Maggiore de Palma. Il progetto consiste nella realizzazione di elementi di collegamento quali ascensori, una scala mobile ed una fissa. «Piazza de Palma diventerebbe - ha sottolineato Forestieri - un anfiteatro naturale (sono in tanti a sognare una seconda “Trinità dei Monti”) nel quale organizzare manifestazioni ed eventi ai piedi della suggestiva scalinata della “Crucivia” che si arrampica meravigliosamente nel cuore del Centro storico scorgendo lo sguardo verso il mare e l’imponente Torre Talao. Realizzando questa grande opera, si rivaluterebbero palazzi storici come quello dei Principi, dei Cialli-Mezzaroma e quello dei Palamolla». Secondo Forestieri, «il turismo potrebbe davvero finalmente e seriamente decollare e il commercio svilupparsi con il proliferare di botteghe artigiane, suggestivi caffè, ristoranti e luoghi di ritrovo incentivati anche dall’Amministrazione comunale con idonei ed agevolati provvedimenti non solo fiscali». La Nuova Piazza comunicherebbe con piazza Maggiore de Palma, piazza Spinelli, piazza-largo Ordine, la chiesa di San Nicola in Plateis e logicamente, via Michele Bianchi. «Così facendo - ha affermato con convinzione Antonio Forestieri - diventerebbe, senza dubbi, la piazza più bella di Scalea». Qualcuno, potrebbe obiettare per gli ascensori e la scala mobile, ma ormai da un po’ di anni, va tanto di moda mescolare l’antico al moderno. L’idea-progetto di Forestieri, quindi, rientra in forme architettoniche di enorme attualità. L’articolato intervento definirebbe tutta l’area come l’ingresso-porta principale al Centro storico. Lo stato di abbandono e di emarginazione in cui è stato relegato il Centro storico di Scalea è noto a tutti. Abitato da poche famiglie, è diventato un patrimonio architettonico in continuo degrado, nonché un corpo estraneo al resto della città. Da anni, si ripete che per il nucleo della città vecchia, futura speranza per il rilancio storico, turistico ed economico, occorre programmare un piano di recupero capillare che lo riporti agli antichi splendori. Il sindaco di Scalea, Mario Russo, ha già manifestato nelle scorse settimane, la volontà di allungare l’isola pedonale che nel corso dell’ultima estate ha ricevuto l’apprezzamento di tanti turisti, di visitatori occasionali delle località limitrofe e, soprattutto di tantissimi cittadini, fino a via Lido per realizzare un progetto di recupero e riutilizzo delle aree circostanti. Dunque, tutta una serie di idee e progetti che per qualcuno potrebbero suonare come opere utopistiche. Però sperare e sognare non costa nulla, il resto lo rimandiamo a chi vivrà.
Rassegna stampa scalea.it




