NON DIMENTICHIAMO SCALEA, MA SOPRATUTTO LA SUA STORIA
di Ercole Serra
da Il Diogene (settembre ottobre 2008)
Segnalo ai cortesi lettori un importante libro edito negli anni cinquanta dall’Istituto Grafico Tiberino di Roma che riporta una interessante ricerca storica di Attilio PEPE su Ruggiero LORIA, pubblicata nell’Almanacco Calabrese del 1955. Dopo oltre mezzo secolo, è opportuno porre in luce questa esegesi accurata ed approfondita che il nostro Attilio Pepe, storico e filosofo nato a Scalea e deceduto a Napoli, fece sul personaggio e le gesta eroiche di Ruggiero LORIA, grande ammiraglio della flotta aragonese nella guerra del Vespro (1282-1302). Egli nacque nel Castello normanno di Scalea intorno al 1250 da Riccardo il normanno e Isabella Lancia. L’importanza del luogo di nascita è bene sempre vivacizzarla perché, così come attesta lo stesso Pepe, il luogo fu conteso a suo tempo dal comune di Lauria provincia di Potenza che ancora oggi pare sostenga la propria tesi. L’Equivoco fu generato da un sacerdote di Lauria “in occasione dell’impostazione della corazzata Ruggiero Loria”. In sostanza il Pepe, nella sua ricerca, documenta che “Riccardo discendeva da Gibel ultimo figlio di tale Ruggiero il Normanno. Riccardo figura tra i baroni dell’epoca di Federico II. Il suo feudo, di ventiquattro castella, la maggior parte in Calabria, aveva per luogo principale Lauria in Basilicata. Sbocco a mare della baronia ed il suo hinterland era Scala,l’odierna Scalea, dall’imponente castello, eretto nel 1060 dal Guiscardo, punto centrale e di grande importanza strategica”. Oggi, purtroppo, questo monumento storico (di proprietà privata) è ridotto vergognosamente ad un rudere in avanzato stato di degrado ed in più punti probabilmente anche pericolante. Il Pepe sostiene, per quanto si comprende nel contesto della nota n. 1 a pag. 6 del suo importante lavoro, che il suddetto sacerdote pretendeva che il nome si prendesse “dalla patria, onde dicendo di Lauria, Ruggiero doveva intendersi nato a Lauria”. La nascita, così come risulta da documenti storici, invece avvenne a Scalea che allora faceva parte del feudo del barone Riccardo (padre di Ruggiero) discendente da Ruggiero il Normanno. A Scalea, per quanto mi risulta, mai è stato organizzato e tenuto un convegno di studi sulla figura storica di Ruggiero Loria, innanzitutto per diffonderne, tra l’altro, le gesta nelle attuali generazioni. Invece, nella Casa delle Culture a Cosenza nella soffittatura del salone, fra i grandi personaggi storici della Provincia, è affrescata, in un grosso medaglione ovale, anche l’imponente immagine del nostro Ruggiero Loria.Ricordo che a Cosenza esiste una discendenza di Ruggiero: la famiglia Andreotti-Loria con il palazzo in corso Telesio. So che il Centro studi “Attilio PEPE” si propone di colmare questa grave lacuna in un prossimo futuro con una grande manifestazione culturale. Nel passato il Comune intitolò il sito medievale “Largo Marina” (oggi dedicato a San Padre Pio) a questo grande Ammiraglio, ritenuto eroe di Spagna dove a Barcellona gli fu eretto un grande monumento tuttora esistente. Dopo tanti anni, però, gli è stato intitolato il lungomare dove è posta una targa segnaletica errata e, cioè, “Ruggiero di Lauria” anziché Loria. Purtroppo da noi c’è la frègola di cambiare i nomi delle antiche strade e piazze con conseguente danno alla storia locale (vedi il Caso di Via Vittorio Emanuele III, di recente spezzettata). Il Pepe nel suo lavoro, nella citata nota n.1, auspicò che la Soprintendenza eseguisse i lavori per riscoprire il cenotafio di Ruggiero Loria nella Chiesa di San Nicola in Plateis, regalato alla città di Scalea da Carlo d’Angiò, riproducente il pantheon di don Pedro presso Terragona. Oltre dieci fa un regista spagnolo si rivolse al Comune di Scalea per avere notizie storiche più dettagliate sul grande Ammiraglio aragonese allo scopo di poter girare un film su questo personaggio. Sebbene se ne interessò il Centro studi “Pepe” che inviò copia del libro del Pepe al detto regista, la proposta morì sul nascere. Un aforisma conclusivo non guasta: “Non dimentichiamo Scalea, ma soprattutto mai la sua storia ed i suoi protagonisti che nei secoli l’hanno fatta e vissuta”.
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