I petali dell’isola pedonale
da Il Diogene settembre - ottobre 2007
di Maurizio Malomo
Aperta chiusa. Chiusa aperta. Un dilemma? Non pensiamo proprio. Da un’indagine effettuata su 1000 persone, abitanti a Scalea e divisi per zone: Centro, Petrosa, Pantano, Cenro Storico, Piano dell’Acqua, via del Mulino, Foreste, Impresa, Lindiscita, Fiume Lao, La Bruca, Faro, San Giorgio, incluse le vie più lunghe e popolate di Scalea come via Lauro, via Fiume Lao e via Campanella, tanto per citarne alcune, abbiamo raccolto dei dati significativi ed indicativi che vanno nettamente nella direzione di Piazza Caloprese ad isola pedonale, cioè chiusa tutto l’anno, 24 ore su 24. Ai residenti si uniscono, in coro, i villeggianti ed i proprietari di seconde case, addirittura entusiasti di questa iniziativa intrapresa e abbracciata dall’Amministrazione Russo. L’idea “piazze”, per i turisti e per tantissimi scaleoti, sarebbe quella di trasformare in isole pedonali anche le suggestive piazzette storiche, invase, in particolar modo in estate e durante le feste comandate, da un nugolo esagerato di mezzi a motore. Del resto, in tutte le località turistiche e città d’arte italiane ed europee, questa “moda ambientale e culturale” è partita a spron battuto e con grande successo già da alcuni decenni. Finita la bagarre dell’estate, per piazza Caloprese, è facile notare passeggiare persone provenienti dai paesi viciniori, intenti a godersi le vetrine, anch’essi contenti di questa scelta che rende quest’area chiusa al traffico vivibile e godibile. Se poi, dall’altro lato della medaglia scorgiamo qualcuno scontento al quale, per motivi che sinceramente non riusciamo a comprendere e a condividere, questa scelta amministrativa va stretta, vogliamo ricordare che, chi detiene il potere cittadino ha facoltà di intraprendere certe iniziative e optare per certi provvedimenti. Si tratta, come in questo caso, di rischiare di scontentare 10 persone e di accontentarne 1000. Ecco spiegato cosa significa potere decisionale. Certo, l’opera va completata escogitando e studiando una giusta, corretta e intelligente viabilità in modo da non creare disagi alla città ed ai suoi visitatori. Ben sappiamo che le alternative e le soluzioni non mancano, però, in contemporanea all’ultimazione della piazza, prevista (condizioni meteorologiche permettendo) per fine dicembre prossimo, bisognerà attivarsi per dare inizio a quei lavori di decongestionamento stradale, progettati all’epoca dall’ex sindaco Francesco Pezzotti e che, a distanza di circa 10 anni, ancora attendono un processo di attuazione. Avendo il potere per risolvere (senza andare troppo per il sottile pensando ai “casini” che ne potrebbero scaturire) e concretizzare questa valvola di sfogo che prevede oltre ad una nuova strada, altri parcheggi, l’opera di piazza Caloprese diventerà, è il caso di dirlo, un’opera magna.




